Il mattino ha l'oro in bocca
13.2.03
11.2.03
Che brutta sensazione, quando si ha voglia di scrivere e se ne ha talmente tanta che si pensa di non avere mai il tempo di farlo. O di non averne abbastanza. Quando mi metto a scrivere parto sempre con l'idea che dovrei finire il libro che sto scrivendo tutto in una volta, in un continuum. Non mi rendo conto che invece posso, devo impiegarci mesi di tempo, limature della trama e correzioni al linguaggio. Perciò, subentra una specie di frettoloso nervosismo, e scrivo a metà (anche a un quarto, un quinto) un sacco di roba. Sono contento, una volta, di aver dovuto finire un libro. Era la tesi, perciò andava finita. Oggi, quando la riguardo, ricordo a malapena di cosa parli (certe pagine spiegano concetti che forse non saprei più trattare con brillantezza) però la vedo lì e dico; insomma, è un libro di 300 pagine, con un senso, un'inizio e una fine.
Quindi posso farcela, ora che posso scrivere solo cose che mi interessano.
Quindi posso farcela, ora che posso scrivere solo cose che mi interessano.
